Il lato colorato della Forza

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Ogni volta che si sente parlare di bene e male, se questi iniziano con la maiuscola si capisce subito di trovarsi di fronte a una morale semplicistica, quella delle favole per i bambini.

Dove se siamo cattivi siamo anche brutti, maleducati, tutto in noi è cattivo, perfino l’alito; e se siamo buoni, inutile dirlo, siamo belli dentro e fuori, simpatici e con una voce che fa invidia a qualsiasi professionista che ha passato anni ad esercitarsi.

Ovviamente, questo tipo di morale è necessaria – almeno credo – nei primi anni di vita.

E’ un po’ come quando impariamo a scrivere, o a disegnare. Prima dobbiamo saper seguire le regole più elementari – tipo riuscire a distinguere il foglio dove disegnare dalla superficie del banco, o ad esprimere con delle parole quello che abbiamo in mente. Poi, una volta che ci siamo impadroniti della tecnica, possiamo usarla per creare quello che vogliamo.

Le lezioni e le favole, quindi, dovendo rendere più desiderabili i comportamenti migliori, usano la morale in bianco e nero togliendo tutte le variabili.

Una volta cresciuti ci guardiamo indietro con sorridente indulgenza, e ci piace parlare della ricchezza delle sfumature e del fatto che solo grazie alle ombre le immagini 3D sono davvero realistiche.

La maggior parte delle storie ha eroi con un lato oscuro, e non credo sia solo una questione di realismo.

L’idea prevalente è che il male sia necessario, che senza il male non ci possa essere il bene, e di conseguenza che, se non siamo almeno un po’ cattivi, non possiamo essere davvero buoni.

Ma c’è anche il rovescio della medaglia: il lato oscuro della necessità del lato oscuro.

È davvero necessario il male? È vero che, se non siamo almeno un po’ cattivi, non possiamo essere davvero buoni?

A nove anni fondai un ospedale per gli animali. Dato che vivevo in città e i cani e i gatti randagi non erano così facili da trovare e tantomeno da ricoverare, dovetti ripiegare sugli insetti.

Chi (tra i miei 25.000 lettori) è di animo sensibile o è semplicemente schizzinoso, può saltare la parte censurata e passare direttamente al paragrafo successivo. Siete stati avvertiti.

CENSURA-BUON-GUSTO

Come anche i meno acuti avranno facilmente immaginato, il mio modo di procurarmi i pazienti era meno che ortodosso.Creare il problema da risolvere per poi prendermene il merito era la cosa più facile del mondo. Come?

Staccandogli io le zampine, è chiaro. E se quelle povere formiche o coccinelle poi non guarivano, be’, pazienza, il mondo ne era pieno.

FINE-CENSURA

A volte rafforziamo questo punto – della Cattiveria insita nella Bontà – con esempi come quello del sistema immunitario.

Essere sani significa saper combattere le infezioni e non vivere sotto una campana di vetro. Il che è, naturalmente, verissimo.

Ma se inteso così è anche un po’ semplicistico. Non certo a livello del Bene = Attraente / Male = Schifoso, ma appena un gradino più in su.

Il dettaglio che spesso non consideriamo è che la forza di combattere non deriva (necessariamente) dall’avere il male in sé e saperlo controllare, ma dall’averci a che fare e saperlo sconfiggere, che è una cosa diversa.

Dato che sto parlando di argomenti-filosofici-profondissimi-su-cui-nessuno-aveva-mai riflettuto-prima-di-Me, mi sembra giusto tirare in ballo una delle fonti di saggezza a cui mi ispiro e/o che amo prendere in giro di solito: Star Trek.

Nella serie classica c’è un episodio che trovo quantomeno emblematico.

Il Capitano (eroe a tutto tondo, nonché pistolero e acrobata le cui mirabili capriole non sfigurerebbero in nessun circo) un giorno viene sdoppiato per colpa di un incidente del teletrasporto.

I due gemelli che vengono prodotti corrispondono a due parti diverse e complementari del suo carattere. Il Buono e il Cattivo, a prima vista.

Ma, mano a mano che l’episodio va avanti, raggiungiamo un notevole grado di approfondimento (eh, sì!)

Viene fuori che il Cattivo, oltre che comportarsi da selvaggio assalendo tutti, comprende anche la Forza di Volontà; d’altra parte il Buono, che è il più intelligente in quanto ragiona, non sa decidere se sia il caso di fermare il cattivo oppure no.

Insomma, si ha l’equazione (vecchia come il mondo anche questa): Cattivo = Attivo e Deciso, Buono = Passivo e Stupido.

Va da sé che – come ci spiega il signor Spock, ovvero la Logica in persona – il Capitano può tornare a essere quell’eroe-senza-macchia-e-senza-paura che tutti conoscevano & amavano se (e solo se) le due metà del suo carattere vengono di nuovo riunite.

Infatti (ecco il punto) il Nostro Eroe ha bisogno del suo lato oscuro, senza il quale sarebbe invertebrato come uno spaghetto scotto che si cercasse di mettere all’impiedi.

Ed ecco come, a partire dai cartoni animati fino ad arrivare alla guerra-necessaria-per-poter-godere-della-pace, passando per certi eroi per adolescenti, molti di noi arrivano davvero ad abbracciare questo punto di vista.
Solo dopo un bel po’ ho raggiunto la conclusione a cui molte persone nobili di questo mondo erano arrivate da secoli.

Il bene e il male non sono due forze complementari. Il bene è costruzione, il male distruzione.

Il bene è forza, e proprio per questo non può risultare che da una scelta consapevole. Combattere il male non significa riservargli un posticino dentro di noi, basta che non esageri. Il bene non ha bisogno del male per esistere.

Certo, combattere richiede forza, e la forza la si esercita contro una forza opposta. O meglio, contro una resistenza, la zavorra che ci impedisce di sollevarci.

Ma, esattamente come quando si scolpisce qualcosa, crescere significa eliminare di volta in volta il materiale non necessario, per raffinare sempre di più il risultato.

Essere adulti non significa diventare dei bambini enormi che mangiano delle caramelle giganti (sebbene sui cioccolatini giganti farei un’eccezione).

I matematici non sono quelli che passano il tempo a contare fino a 2.000.000.

Insomma, i problemi degli adulti non sono l’ingrandimento di quelli dei bambini (a parte forse la scomposizione in fattori primi di numeri enormi – non so se la crittografia si basa ancora su questo, o se hanno trovato qualcos’altro).

Sono altri problemi, e molto più interessanti. Ma li si può apprezzare solo se ci si è impadroniti delle basi.

Crescere vuol dire buttare via ogni giorno le morali datate – che a suo tempo ci erano servite – per passare ad altro.

Secondo voi, è davvero necessario un lato oscuro da vincere? 

5 Comments

  1. Da questa riflessione consegue il pensiero che se il bene non ha bisogno del male per esistere, il male però ha bisogno del bene (ha bisogno di qualcosa di costruito da distruggere).

    Ma è lo stesso principio del buio e della luce: la luce non è mancanza di buio, è il buio che è mancanza di luce. Come dire che una stanza buia con una candela non è più buia, ha un po' di luce. La luce è la creazione, il buio la mancanza.

    Se, quindi, il bene è volontà e il male è debolezza, è logicissimo dire che è "il bene la forza più grande dell'universo", implicitamente.
    Chi vuole, allora, è sempre più forte di chi non vuole (non di chi vuole il contrario, ma di chi non ha volontà).

  2. blancopique

    in ogni essere umano vi si può trovare il lato buono e il lato cattivo, in erba. Sta a noi “domare” il lato oscuro e negativo (le nostre debolezze, passioni,ecc.) e sviluppare invece tutti gli attributi positivi che abbiamo in potenza, esaltandoli al massimo delle nostre posibilità. Non solo per raggiungere il magnifico ideale di una società equa e pacifica, quindi felice, ma anche e non ultimo per sentirci uomini e donne “completi”.

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