L’allergia e l’estasi: 3. Estasi

biblioteca con sole al centroEcco i tipi di storie – o i generi – che preferisco. Come prima, senza nessun ordine particolare:

1 – Misteri da scoprire. La storia non dev’essere necessariamente un giallo. Tanto per fare un esempio, anni fa ho letteralmente divorato Lost, solo perché *SPOILER* mi illudevo che ci sarebbe stata chissà quale grande rivelazione finale – che rendesse giustizia a tutti quegli indizi seminati ovunque.*FINE SPOILER*.

2 – Sense of wonder. Estremamente soggettivo. Mi ha sempre attirato l’immensità di tempi e spazi, tipica delle Space Opera.

Peccato che quel genere spesso abbondi di Famiglie, Dinastie, Imperi, e altre cose che considero (o che mi piacerebbe considerare) poco probabili o anacronistiche.

Lo so, lo so: quasi niente nella Space Opera è realistico. Ma c’è il realistico che piace e quello che non piace.

Come dicevo prima riguardo agli elementi tipici – “formule” e cliché compresi – la distinzione che faccio è principalmente questa.

3 – Parodie e commedie.

4 – Elementi magici o inaspettati nella realtà quotidiana (quindi, in generale il Realismo magico e lo Slipstream).

5 – Per estensione, le sorprese in generale. Tutto ciò che è inaspettato e/o paradossale, tutto ciò che sovverte stereotipi e aspettative.

7 – Scienza e tecnologia, e perfino i relativi “infodump”.

Ricordo ancora un’occasione in cui un personaggio ha interrotto una di queste “digressioni”, e io ho provato il desiderio di entrare nel libro e dirgli di stare zitto e far continuare quell’altro.

Senza speranza, lo so.

Come questo possa convivere con tanta Space Opera, o anche con il Realismo magico e simili (dove quello che più mi piace è proprio il fatto che non venga spiegato niente) non lo so. Ma Mo continua a chiedermelo.

D’altronde, se mi piace la pizza e allo stesso tempo il gelato non c’è niente di strano. Sarebbe strano, però, se la pizza mi piacesse fredda e il gelato bollente.

8 – Storia alternativa. Stranamente, però, non vado in visibilio per tutto ciò che riguarda i Nazisti che vincono la Seconda Guerra Mondiale.

Lo so. Qualcuno a questo punto potrebbe benissimo dire: hai appena eliminato praticamente l’80% se non il 90% di tutta la storia alternativa mai scritta.

Non lo so. Non ho mai verificato quale sia in effetti la percentuale. So solo che questo sottogenere offre una varietà incredibile di possibilità, e fermarsi ad approfondirne una – o poche – è un vero peccato.

9 – Uno steampunk senza ambientazione vittoriana (esiste? Se no, mi piacerebbe che esistesse. Rientrando comunque, in tanti casi, nella storia alternativa…)

Che ci posso fare? Mi affascinano le macchine, gli ingranaggi, gli automi ecc. Non mi affascina l’epoca vittoriana.

10 – Robot e IA.

11 – Scene di combattimento realistiche (un punto in più se si tratta di arti marziali).

Nel post precedente ho detto che tutto quello che c’era scritto era soggettivo.

Confermo al 100% quello che ho detto.

Le reazioni provocate da ciò che vediamo o leggiamo – dal letargo alla noia, alla rabbia, al divertimento, alla felicità – dipendono da chi siamo e da cosa ci aspettiamo di trovare.

Banale, no?

Detto questo, è chiaro che qualsiasi cosa ci piaccia “non è mai abbastanza“. Quindi, tra tutto quello che mi piace, magari avete trovato gli stessi difetti che io trovo in ciò che mi provoca reazioni allergiche – formule ripetute, cliché, e quant’altro.

Così come chi apprezza il fantasy YA non si stanca mai di profezie e prescelti, chi apprezza i thriller non si stanca mai dei combattimenti e chi apprezza i gialli classici non si stanca mai degli investigatori brillanti-anche-quando-dilettanti.

E poi ci sono le cose di scarsa qualità ma che possono piacere lo stesso, per chissà quale ragione (spesso non è chiara nemmeno a noi).

Il cosiddetto trash, o quello che è “so bad, it’s good“.

Io non vedo perché ci si debba vergognare di cose simili – o fare acrobazie per nascondere il libro o il fumetto sotto la maglia per andare a leggerselo in bagno, magari dopo avergli cambiato copertina.

Nella mia libreria convivono testi molto eterogenei – da Pirandello a Topolino – e c’è un momento per ognuno di loro.

Senza che debba giustificarmi con nessuno.

I motivi per cui qualcosa piace (o non piace) possono essere tanti e complessi, o non facili da spiegare.

E sono felice che sia così.