Specie protette

pitture rupestri
tempi moderni

“Togliete i libri alle donne e torneranno a fare figli”.

Ebbene sì, questo articolo è stato davvero pubblicato, e non 150 anni fa ma l’altro ieri, su un giornale attualmente esistente (che – ci tengo a precisare – non fa parte delle mie letture: ne ho saputo qualcosa perché era linkato in un blog che, invece, seguo).

Non ho parole. Sarebbero sprecate, perché controbattere qualcosa ha senso solo se questo qualcosa si trova a un livello sufficiente per essere, appunto, controbattuto.

È un po’ come quando si parla di pseudoscienza, quando gli scienziati seri non prendono in considerazione certe idee. Di solito è perché allo stato delle conoscenze e dei mezzi attuali una loro dimostrazione (o confutazione) seria è impossibile.

Cosa posso fare se non raccogliere le braccia (un esercizio su cui ho fatto un bel po’ di allenamento ultimamente), quando qualcuno scrive di essere xenofobo proprio come io scriverei che ho l’allergia alle fragole? Quando il pericolo più grande, secondo lui, è quello che gli italiani si “estinguano”?

L’unica cosa che mi viene in mente è che, se una società tollera idee del genere – anche di striscio, anche per scherzo (l’articolo aveva infatti un tono ironico, giusto?) – sarei ben felice, se fossi donna*, di leggere libri piuttosto che contribuire alla sua sopravvivenza.

*Essendo solo una parte della personalità di qualcuno, non ho un genere.

2 Comments

  1. ma no, ma no, ascolta quello che dicono, smetti di leggere e comincia a scrivere.
    Era questo l'incitamento provocatorio: infondo l'articolo sarà pure stato scritto da un uomo che sapeva esattamente che per fare figli si deve essere in due.
    Le donne scrivono e gli uomini leggono.

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