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Déjà-vu al quadrato

Déjà-vu al quadrato

demone

Mai capitato che qualcosa di attuale vi faccia ricordare qualcos’altro di cui avevate letto in qualche storia leggera o umoristica? Qualcosa che, agli occhi del povero scrittore di parodie o commedie, era sembrato troppo assurdo o ridicolo per poter mai aspirare alla verosimiglianza?

Che gli autori di parodie o storie umoristiche debbano rassegnarsi a vedere le proprie storie superate da eventi reali non è certo una novità.

Ma che questa sorte sia riservata così spesso alla serie “Guida galattica per autostoppisti” di Douglas Adams è… interessante.

C’era una volta, per esempio, una razza assurdamente aggressiva, quella dei demoniazzi dilastici di Striterax. […] Combattevano contro i loro nemici (cioè tutti gli altri esseri esistenti) e combattevano tra loro. […] Il miglior modo per provocare un demoniazzo dilastico era quello di nascere. […] Venne il tempo in cui i demoniazzi si accorsero che dovevano risolvere il problema del surplus di aggressività che li induceva a volte a scaricare le loro energie su se stessi. Promulgarono allora una legge che recitava così: “Chiunque, per ragioni inerenti il proprio normale lavoro deve portare armi (per esempio: poliziotti, guardie di sicurezza, insegnanti delle scuole elementari ecc.) è obbligato a sferrare pugni contro un sacco di patate per almeno tre quarti d’ora al giorno, allo scopo di sfogare il naturale eccesso di aggressività”.

—Douglas Adams, “La vita, l’Universo e tutto quanto” 1982; Mondadori, 2000. Trad. Laura Serra) (grassetto mio).
Immagine: “Germ”, da Pixabay.com
Licenza: CC0 Creative Commons. Modificata da P.L. Cartia.

Eh, sì. Chi l’avrebbe mai detto? A quanto pare, il livello di civiltà di questo pianeta si trova appena al di sotto di quello dei demoniazzi dilastici di Striterax.

Coraggio, farcela è possibile. Dopotutto, per arrivare in cima ad una scala di qualche milione di gradini, l’importante è salire sul primo, no? Cosa volete che sia?

Come direbbero certi alieni dell’antica e polverosa serie originale di Star Trek “tornate a trovarci tra qualche milione di anni, e… forse se ne può riparlare”.

Nota barbosa ma doverosa

Ripubblico questo post dopo avergli cambiato la data senza vergogna, visto che:

1. sembrerebbe molto più attuale oggi

2. non ho né tempo né voglia di mettermi a ideare un nuovo post sull’argomento, quando questo mi sembrava buono. Ho deciso che la vita è troppo breve per perdere tempo seguendo aggiornamenti o approfondendo i problemi di una cultura che: a) non mi appartiene, b) considero primitiva in tutto ciò che per me conta di più. Chi è alla ricerca di buone cause in cui impegnarsi ha solo l’imbarazzo della scelta. Ma a chi non gode di attributi come l’ubiquità, l’onnipotenza o una quantità infinita di risorse, conviene sceglierne un numero limitato in modo da concentrare tempo ed energia in modo ottimale.

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